Villa Lucci è una delle più antiche frazioni di Leonessa, si hanno prove della sua esistenza risalendo almeno fino al 1511, anno in cui si è a conoscenza dell'esistenza di tale Lucci Agostino fu Biagio, residente in quello che forse è il palazzo più antico della frazione, il palazzo Lucci.
Lo stemma di Forcamelone inciso su pietra, messo a rifinire l'entrata del civico numero 12, fu ritrovato in località Camporsentino, subito prima la seconda Guerra Mondiale, e si racconta faccia parte di un più antico edificio, da molti indicato come il castello di Forcamelone. Se ne può trovare uno molto simile sul retro del Santuario di San Giuseppe a Leonessa.


A Villa Lucci ci sono molti abitanti che fanno di cognome Alesse. A quanto pare, a staccarsi da Leonessa per andare a formare quella che poi sarebbe diventata Villa Alesse, furono tale Alesse Mariano (1711) ed il fratello del quale non si conosce il nome. Mariano andò nella neonata Villa Lucci e suo fratello "fondò" Villa Alesse.
Questo spiega perché Villa Lucci sia abitata da moltissimi Alesse e Lucci, quasi in uguale misura, e spiega anche perché l'unico vincolo di parentela fra gli Alesse di Villa Lucci e gli Alesse di Villa Alesse sia antecedente, appunto, al 1771.

Da una vecchia edizione di "leonessa e il suo santo" si rinviene un antico scritto sul sesto di Forcamelone:

"Le ville poi del piano sono le infrascritte, cioè: Casa di Nicola, S. Giovenale, Biscione, Colapietro, Colabucci, Perelle, Lucci, Cola Bredde, Gizzi, Alesse, Tatajanni, Casali dei Signori Morelli, Pulcini, Iacobucci, Giulini, Marinelle, Cola Verre, Cordisco, Zunna, Cola Berte, Mole dei Gizzi a valle Fano, Casali dei Signori Angelini e Antonelli. Le quali ville e casali fanno il numero di fuochi 175, e creder dobbiamo, se non tutte, la maggior parte siano state fatte dagli uomini di Caporserntino e Fiscello, dopo la rovina di essi castelli, seguita molti anni dopo la edificazione di Leonessa ed anco dagli uomini di Forcameloni, i quali, amando più la solitudine, se ne partirono da Leonessa, ed andarono in quei luoghi, dove edificandosi le abitazioni dal nome delle famiglie, chiamarono i luoghi e le ville; se bene ella villa di Colabucci vi è più la certezza che venissero dall' abbazia di Ferentillo, e che furono poi aggregati al Sesto di Forcameloni, ed a godere l'entrate della Comunità de' particolari di detto Sesto, ed Ufficii pubblici. Di questo ne abbiamo certezza indubitata, poichè fino ai giorni nostri gli uomini di detta Villa hanno avuto in comune un Oliveto in questo territorio dell' Abadia."

Sono in attesa di conferme ed approfondimenti.

La Storia di Catajanni