(A cura della famiglia Tanilli)

Fu costruita nel 1696 e presenta opere di modesto interesse tra cui un crocifisso con santi. Essa è posta, isolata, al centro della frazione. Attorno ad essa sorgono le case che lasciano ampio spazio per la piazza antistante. Di pianta rettangolare, è dedicata a S. Giovanni Battista. Ha cinque Altari: quattro laterali e l’altare maggiore, il cui frontale è in legno dipinto e dorato. Due colonne scanalate sostengono il timpano spezzato. La pala (settecentesca, di autore ignoto) rappresenta la Santa Vergine col Bambino tra S. Giovanni Battista e S. Antonio da Padova. Tre degli altari laterali hanno il frontale in stucco (più elaborato è il secondo altare di sinistra). Sul primo altare di sinistra una tela settecentesca (autore ignoto) rappresenta la Madonna della serque tra i santi Marco (a sinistra) e Giuseppe da Leonessa (a destra) inginocchiati.  Sul secondo altare di sinistra, ora, c’è la statua in gesso dell’Immacolata (Medaglia miracolosa), prima mostrava la tela della madonna del rosario (della monaca Clarissa A. Scagnoni) che ora si trova nel primo altare a destra.
Questo primo altare di destra era detto di Santa Filomena: aveva una vecchia tela consunta e malandata che raffigurava la santa in ginocchio in contemplazione con le braccia spalancate. 
Alla fine degli anni ’50 una disposizione vescovile ordinò di cambiare la devozione a Filomena  (forse, si diceva, mai esistita) con quella di altra santa di sicura esistenza storica (Maria Goretti, come è avvenuto per Villa Berti) e la vecchia tela fu tolta (forse distrutta), e non si sa che fine abbia avuto.
Entrando, subito a sinistra, c’è il fonte battesimale in pietra rossa locale, sovrastante al quale, in una nicchia, c’è la statua (in cartapesta) di Giovanni Battista . Con la convenzione tra i vescovi di Spoleto e Rieti (1855) che trasformava la giurisdizione ecclesiastica di Leonessa e frazioni, da familiare e sertile in giurisdizione territoriale, convenzione rivista nel 1882 ed in vigore dal 1884, le sei parrocchie (una per sesto) furono ridotte a due: quella di Rieti a S. Pietro, e quella di Spoleto in S. Maria. Tutte le altre furono estromesse dalla città.

 La chiesa di S. Massimo in Leonessa che si trovava sulla via retta (attuale C.so S. Giuseppe) a sinistra, prima di S. Maria, quasi dirimpetto al monastero delle Clarisse di S. Lucia (vecchie scuole elementari) fu abbandonata e cadde in rovina. Le suppellettili interne, quadri, candelieri, e immagini sacre, furono riunite in S. Carlo La parrocchia di S. Massimo, rientrata nel territorio delle Ville del Piano, scelse come chiesa parrocchiale le chiesa di Villa Lucci, perché più grande delle altre e al centro del Piano.
Nel frattempo era stata ultimata la chiesa di Villa Bigioni (costruita ex novo nel 1864) e dedicata a S. Vincenzo Ferreri , che diventerà poi una nuova parrocchia, alla quale solo nel 1924 saranno unite le frazioni di Villa Carmine e Villa Pulcini, su richiesta di Don Antonio Gizzi che dalla parrocchia di S. Paolo di Terzone, accettava la ………..di S. Massimo nelle Ville del Piano.

            Nel secolo scorso sono da ricordare tre interventi effettuati all’interno dell’edificio:

  1. Negli anni ’30 è stato rifatto il tetto in capriate e copertura in legno con coppi, (voluto da Don Antonio Gizzi, allora parroco), e pavimento in mattonelle.
  2. Negli anni ’50 è stata rifatta la facciata con i due campanili, il cornicione interno e la sagomatura delle tre finestre
  3. Negli anni ’70 per volontà di Padre Mauro Coppari è stato rifatto il pavimento, l’altare maggiore in marmo.
  4. nel 2007 è stato rifatto completamente il tetto, oramai pericolante, per opera della ditta Sielli (Cremino)

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